Quando la pasta racconta tutto

Data: 18 Maggio 2026 - 22 Maggio 2026

Luogo: MyCaffé, Belval

Alcune settimane arrivano con una storia già scritta. Questa è una di quelle.

Lunedì si apre fresco e grigio, il tipo di mattina di maggio che sa di pietra bagnata e caffè appena fatto. Giovedì la temperatura sale a 22°C e la luce è calda e generosa, quella che fa sembrare che tutto fosse sempre stato previsto per essere così. In mezzo, quattro piatti che portano la settimana da un capo all’altro senza bisogno di aiuto.

Le Orecchiette con Crema di Zucchine, Salsiccia e Cipolla Croccante sono l’apertura giusta. Quelle piccole paste a forma di orecchio dal tacco dello stivale italiano sono costruite per trattenere: la loro forma incurvata raccoglie tutto ciò che incontra e si rifiuta di lasciarlo andare. Qui incontrano una crema di zucchine delicata e leggermente dolce, salsiccia che porta profondità e calore, e cipolla croccante. La cipolla croccante è la mossa giusta. In una ciotola che avrebbe potuto essere morbida fino in fondo, introduce qualcosa di caramellato e texturato che cambia ogni boccone. Nella cucina italiana la texture non è mai decorazione. È un argomento.

Il Risotto con Polipo e Crema di Peperoni è un piatto di due temperature e due culture che si incontrano nello stesso cucchiaio. Il polipo ha nutrito le persone sulle coste italiane da prima che ci fossero parole per descriverlo: appare negli affreschi di Pompei, nei registri di pesca medievali, nelle cucine della domenica di ogni città costiera dalla Sicilia alla Liguria. La sua consistenza soda e sottilmente marina trova il suo contrappunto nella crema di peperoni, dolce dove il polipo è salmastro, calda dove è fresco, liscia dove resiste. Un risotto che non ha bisogno di spiegazioni. Ha bisogno di essere mangiato.

Poi i Ravioli Farciti di Funghi Porcini con Pomodorino Fresco e Primo Sale. I porcini sono il fungo a cui l’Italia si rivolge quando vuole essere seria. La loro profondità terrosa e quasi carnosa trasforma tutto ciò che tocca, e all’interno di un raviolo, chiusi e pazienti, si concentrano in qualcosa che riempie tutta la bocca. Il pomodorino fresco accanto è acido e luminoso, un contrappunto deliberato. E il Primo Sale, quel più giovane dei formaggi italiani, appena qualche giorno, porta una dolcezza lattea e pulita che arrotonda tutto senza appiattirlo. Tre ingredienti. Un’intenzione. Un’esecuzione perfetta.

E poi i Fusilli alla Carbonara. Ecco un piatto che è stato discusso, imitato, rovinato e riabilitato più volte di qualsiasi altro nel repertorio romano. Le regole non sono arbitrarie: niente panna, niente cipolla, niente piselli. Uova, Pecorino Romano, guanciale, pepe nero, acqua di cottura, calore e pazienza. La salsa si crea fuori dal fuoco, emulsionata lentamente, lavorata fino a una seta che nessuna aggiunta può replicare e nessuna scorciatoia può avvicinare. Le sue origini sono romane, la sua tecnica è esigente e il suo risultato, quando fatto con onestà e maestria, è una delle cose più soddisfacenti che la cucina italiana abbia mai prodotto. I fusilli, con le loro creste spiralate che afferrano e raccolgono il condimento in ogni scanalatura, sono un contenitore ispirato per qualcosa di così preciso.

Passate qualsiasi mattina di questa settimana per il vostro cappuccino prima che la giornata inizi. Mercoledì, giovedì e venerdì sera fino alle 19:00, Alessandro sarà al bar con MyAperitivo: una tavoletta di salumi, tarallini e un bicchiere scelto con la cura che rende la fine della giornata lavorativa degna di essere attesa.

Una nota per il sabato: MyCaffé sarà chiuso il 23 maggio. Il team festeggia un compleanno a Kayl. Un promemoria che dietro ogni buon piatto ci sono persone la cui vita merita di essere celebrata.

Il cibo parla. Noi ascoltiamo.